Il nostro progetto PDF Stampa E-mail

La nuova idea della Regione Marche con la Legge Regionale N°.11/2001, si è concretizzata con la progettazione e la messa in opera di una rete di servizi a carattere sociale che, fattivamente, possa dare sollievo a chi soffre o ha sofferto per un disagio psichico e alle loro famiglie.

Gli studi hanno mostrato che coloro che si sono ammalati, soffrono non solo per la patologia ma anche e soprattutto per il pregiudizio che essa genera nella società. Questo porta all’esclusione sociale e quindi all’isolamento di colui che è sofferente ed anche della sua famiglia. Per il raggiungimento del reinserimento all’interno dell’ambiente sociale è importante lavorare aiutando il soggetto a sviluppare a livello ottimo le sue potenzialità. Bisogna far esprimere le risorse e la creatività in modo che il soggetto migliori il controllo sulla sua vita.
In questo modo l’individuo si sentirà persona prima che malato. Non più oggetto passivo dell’intervento medico ma tornerà ad essere una persona con la possibilità di esprimere giudizi e preferenze.
Dopo un periodo di discussione e di progettazione tra tecnici dei Dipartimenti di Salute Mentale, dei Comuni capofila degli ambiti territoriali, della Provincia d’Ancona, degli operatori del Privato Sociale e delle Associazioni dei familiari, si è arrivati alla conclusione di partecipare alla proposta della Regione Marche con un progetto unico per la provincia d’Ancona.
Questo è stata la prima occasione in cui si è potuto lavorare insieme all’interno del mondo della salute mentale nella Provincia d’Ancona. Durante questa serie d’incontri è emersa un’esperienza veramente variegata ed una storia molto diversa nel territorio, la presenza di “buone pratiche” in alcune realtà (ad esempio Jesi ed Ancona) e le difficoltà in altre.
Da questo si è deciso di suddividere il progetto in sei moduli in modo che fosse rispettato ogni ambiente sociale, con la sua storia e il suo contesto, in modo da favorire l’inserimento del nuovo servizio nella propria realtà.
Si sono creati in tutta la provincia d’Ancona, i servizi “la Rete del Sollievo”, che hanno come riferimento gli ambiti territoriali (Ancona, Osimo, Falconara, Jesi, Fabriano e Senigallia).
Si sono mantenute, fin dall’inizio, alcune occasioni d’interscambio insieme come il sito web (www.laretedelsollievo.it) e la partecipazione ad alcune manifestazione comuni.
Dopo alcuni anni d’attività, durante il primo progetto di formazione, è emersa la necessità di far conoscere a tutta la cittadinanza della provincia d’Ancona, il nuovo servizio, che avevamo costruito, ed i suoi risultati più visibili.
E’ nata così l’idea della mostra itinerante “Il Sollievo si mostra” che è stata la prima uscita pubblica che abbiamo fatto tutti insieme .
Man mano che il nuovo servizio stava crescendo è cominciata ad emergere la necessità di trovare una linea comune di lavoro che rappresentasse quello che era il nostro obbiettivo cioè la crescita costante e progressiva della partecipazione dell’utenza attraverso una modalità di lavoro che fosse flessibile ed adattabile e che agisse sul contesto sociale mobilitando le risorse già esistenti. Non si era favorevoli a creare un ulteriore servizio rigido ed inaccessibile che fosse solo referente a se stesso. Attraverso l’attività di formazione interna condotta tutti insieme nell’ambito della realtà provinciale si è cercato di permettere la crescita di questo servizio ma soprattutto di coloro che vi partecipano attivamente. Per questo si arrivata alla produzione del documentario “Quello che il pregiudizio dice” con la regia di Gabriele Guglielmi e della campagna pubblicitaria condotta nell’estate 2007. Ora stiamo facendo un’altra tappa del nostro cammino con la ristrutturazione di questo sito web. Speriamo che anche tu possa darci una mano.
Noi ci siamo tutti messi in gioco perché tutti siamo cittadini del mondo con diritti, doveri e sofferenze.