I tempi del dubbio PDF Stampa E-mail

M.
i_tempi_del_dubbioCome mai ci siamo involuti fino al punto di non crederche esistano più buone intenzioni? Domanda obbligatoria per chi voglia operare oggi nel sociale. Cos'è successo alla società, come mai non c'è più nessuno disposto a credere nella buona fede? Che cosa ne abbiamo fatto dei nostri uomini migliori, dei malati? I tempi della furbizia hanno lasciato un retaggio di dubbio, insinuatosi fino a sporcare emacchiare le fibre della coscienza di chi opera animato da buone intenzioni. È stato il tempo della concettualità, in cui ha dominato il freddo del ragionamento, in cui si è fatto confusione fra la necessità e il superfluo, fra i beni di una vita senza bisogno e la noia di essa stessa, fino all'aberrazione. Qualcosa è successo alle menti di chi senza bisogno si accostava agli altri.

Non ha prevalso la bontà di volere il bene, ha prevalso una forma antica di necessità, lo psichismo della sopravvivenza, conformarsi ad avere e togliere agli altri per arricchirsi. Le esigenze del nostro mondo attuale sono imperniate sul vivere senza togliere la vita. Sono temi sempiterni che si trasmettono ai nostri figli. Essi devono essere capiti da noi prima di essere trasmessi come se fosse la verità di questa antica frase: "homo omini lupus". L'essenza dello psichismo è in essa. Come potremo insegnare agli altri che, finito il bisogno, non è più necessario uccidere? La psiche è il regno della sopravvivenza, è il nucleo in cui si imposta la propria affermazione al mondo: quando non sia più una necessità sopravvivere è concepibile abbandonare i meccanismi della psiche? Crescere e maturare significa anche mutare per adattare dentro il proprio sé la propria psiche ai bisogni della vita. Questi sono i tempi del dubbio perché la gente ha smesso di farsi le domande!