Lavoro e salute mentale a confronto: indagine conoscitiva su i programmi d’inserimento lavorativo per le persone affette da disturbi mentali e persistenti nel DSM d’Ancona PDF Stampa E-mail

dott. Alfonsi Emilia, CSM SUD Responsabile Progetto La Rete del Sollievo Ambito XIII Osimo, dott. Defendi Stefano e dott. Frontalini Desiriée, Progetto La Rete del Sollievo Ambito XIII Osimo

Presentazione

Premessa

In questi ultimi anni è aumentata la domanda da parte di chi ha un disagio psichico di un reinserimento nel mondo del lavoro. E' cambiata l'idea dell'operatore e sono sempre più in aumento coloro che vedono l'accesso al mondo della produzione come un completamento del diritto di cittadinanza.


Non è sempre facile comprendere a livello istituzionale la necessità di risorse (finanziarie, personale e formative) o di politiche sociali adeguate che permettano l'inserimento lavorativo di chi soffre o abbia sofferto di una disabilità psichica.
Non sono state dedicate risorse specifiche (economiche, budget, personale) al problema. Le risorse finanziarie sono state le medesime di quelle che dedicate all’handicap.
Questa indifferenziazione ha portato:
  1. Le risorse finanziarie, assegnate ad ogni progetto d'inserimento e/o formazione sono veramente esigue.
  2. Una mancanza di personale specificamente dedicato.
  3. Una ricaduta del lavoro e, quindi conseguentemente aumento, sugli operatori dei Dipartimenti di Salute Mentale o su quelli dei Servizi Sociali dei Comuni.
  4. Sembra essere difficoltoso pensare intorno alla persona e alla valorizzazione delle sue capacità.
  5. La prevalenza dei progetti aveva per lo più una valenza di tipo sociale-occupazionale e spesso senza alcuna verifica e prospettiva per anni.
  6. L'inserimento è stato per lo più all'interno dell’Ente pubblico o nel privato sociale.

Nel 2003 è stata creata ad Osimo, all’interno del progetto regionale d'integrazione sociosanitaria per la costituzione dei Servizi di Sollievo in favore delle famiglie dei soggetti affette da disturbi mentali e che ha come partner il Centro di Salute Mentale SUD ed i 7 Comuni di quest’Ambito Territoriale, un’Agenzia di Collocamento Mirato. Essa, in un’ottica terapeutico riabilitativo, ha come obiettivo il re-inserimento delle utenze nell’organizzazione sociale attraverso il lavoro e renderle maggiormente responsabili per una parziale uscita dal sistema psichiatrico attraverso l’acquisizione del diritto di cittadinanza. Ha un suo finanziamento che gli permette di gestire delle borse lavoro che sono un utile strumento per la crescita dell’utente. La modalità d’intervento è la costruzione di un progetto intorno e con la persona (Fig. 1) utilizzando sia le leggi sul lavoro sia quelle per le categorie protette ed altri strumenti (costruzione di percorsi formativi, protocolli, borse lavoro etc.)(Fig. 2). Il progetto accompagna la persona dal momento che è formulato fino a dopo un adeguato periodo di follow-up dopo l’assunzione attraverso un servizio di tutoraggio che è svolto sia a livello individuale (con l’utente ed il datore di lavoro) sia di gruppo (gruppi d’automutuoaiuto su temi lavorativi). Ha un’equipe con personale esclusivamente dedicato (2 mediatori al lavoro) e personale a part-time (1 psichiatra responsabile, 1 psicologa tirocinante)(Fig. 3).
Sono illustrati in questo lavoro i risultati emersi della ricerca effettuata all’interno del Dipartimento di Salute Mentale (Fig. 4) confrontando i risultati ed il funzionamento dei servizi (Centri di Salute Mentale) che si occupano dell’integrazione lavorativa negli anni 2003-2005.


Introduzione

Il campione

Periodo indagato

Obiettivi della ricerca

Ipotesi

Strumenti utilizzati

Aree indagate

I risultati

Conclusioni

Tabelle


Introduzione

Il territorio di riferimento della presente ricerca è quella zona 7 Ancona, divisa in 3 Ambiti Territoriali Sociali (Ambito 13 Osimo, Ambito 12, Ancona Ambito 11 Falconara Marittima), che comprendono complessivamente 15 Comuni, per un’estensione geografica pari a 481,8 Km², per una popolazione totale di 238.265 abitanti (Tab. 1). Tale territorio è il campo d’azione del Dipartimento di Salute Mentale.
Si può affermare che il territorio considerato sia ricco di possibilità lavorative e situazioni per poter vivere una vita dignitosa e dove la qualità della vita in generale è tendenzialmente alta in relazione ad altri territori italiani. La presenza di piccole realtà economico produttive, sociali e comunitarie, ecc. fa sì che permanga, nonostante ciò, una visione stereotipata e pregiudizievole riguardo alla salute mentale.

Il campione
Il campione della ricerca è costituito dagli utenti del DSM che hanno usufruito di un inserimento lavorativo nel periodo prescelto.

Periodo indagato
2003-2005

Obiettivi della ricerca
Valutare l’esistenza di una “cultura sensibile” verso l’inserimento lavorativo.
Valutare i risultati dei servizi che danno una risposta.

Ipotesi
Le ipotesi di partenza sono:

  • Mancanza di una “cultura sensibile” d’inserimento lavorativo per persone affette da difficoltà psichiche.
  • Dove è presente un servizio “ad hoc” per gli inserimenti lavorativi questi ultimi, sono proporzionalmente maggiori dal punto di vista numerico e qualitativamente orientati ad un’ottica di responsabilità.

Strumenti utilizzati
Lo strumento utilizzato consiste in un questionario a domande chiuse e aperte somministrato telefonicamente agli/alle operatori/trici dei Centri di Salute Mentale che lavorano nel territorio della Zona 7.

Aree indagate
Sono state indagate le seguenti aree:

  • Le professionalità degli operatori che si occupano degli inserimenti lavorativi;
  • Il progetto terapeutico d’ogni inserimento;
  • La metodologia utilizzata per gli inserimenti lavorativi;
  • Esistenza di un servizio “a hoc” all’interno, e/o che collabora, con il CSM di riferimento;
  • Esistenza di personale dedicato;
  • Strumenti usati per gli inserimenti lavorativi;
  • Raccolta dati quantitativi suddivisi (anni 2003, 2004, 2005).

I risultati
Tutti i tre CSM hanno come parte della loro attività l’avvio di progetti d’inserimento lavorativo.
Nei 3 CSM quasi tutte le figure professionali sono impiegate nel formulare ed avviare progetti d’inserimento lavorativo (medici, psicologi, assistenti sociali, infermieri professionali, ecc) (Tab. 2 e Fig. 4 ).
Solo un CSM ha un Servizio Lavoro con personale dedicato (Tab. 2 e Fig. 4).
I tre CSM non hanno una metodologia di lavoro comune.
Si ha un costante aumento dell’avvio di progetti lavoro complessivi nel periodo 2003-2005 (2003 124 p.l, 2004 140 p.l. 2005 146 p.l)
Si ha un grande incremento degli invii al servizio lavoro a hoc (Agenzia Collocamento Mirato) nel periodo in esame. Nel 2003 gli erano stati fatti 7 invii, nel 2005 sono aumentati a 56.
I progetti lavoro avviati nei CSM hanno per lo più un fine occupazionale (2003 tot. 118 occ., 106; 2004 tot. 123 occ. 110; 2005 tot. 116 occ. 101) (fig. 5, 6, 7)
I progetti lavoro avviati nel Servizio Lavoro dedicato sono per lo più finalizzati dell’assunzione (2003 tot. 6 fin.ass. 6; tot. 2004 17 fin.ass.13; 2005 tot. 30 fin.ass. 20) (fig. 5, 6, 7)
I progetti lavoro avviati nei CSM, per lo più, non sono arrivati ad assunzioni: complessivamente nel periodo 2003 -2005 è arrivato ad assunzione solo un progetto (fig. 5, 6, 7)
I 2/3 dei Progetti Lavoro avviati nel Servizio Lavoro dedicato sono arrivati all’assunzione nel periodo 2003-05 (sul totale dei progetti finalizzati all’assunzione, 39, sono stati assunti in 17) (fig. 5, 6, 7).

 

Conclusioni

Dall’esame dei risultati emerge, nonostante l’inserimento lavorativo faccia parte del progetto riabilitativo di molti pazienti che afferiscono ai CSM e quasi tutti i membri dell’equipe multidisciplinari sono coinvolti nella loro formulazione, prevalentemente una visione assistenzialistica da parte degli operatori che si occupano dell’inserimento lavorativo. Gli operatori dedicati esclusivamente a questo problema sono pochi, prevalentemente questo compito è affidato a personale già oberato per altre mansioni. Le risorse economiche finanziarie e formative messe a disposizione degli operatori sono abbastanza scarse. Le risorse umane hanno una distribuzione ineguale. I Centri Salute Mentale mancano di un metodo di lavoro comune. Nell’operatività, ciò si traduce nella mancanza del pensiero della speranza dell’inserimento lavorativo nel tessuto produttivo dei pazienti. La presenza di un servizio ad hoc ha prodotto l’incremento di progetti lavoro ed un aumento degli esiti positivi di essi.
C’è una scarsa integrazione dei centri di salute mentale con gli altri servizi (Servizi Sociali dei Comuni, Ambiti Territoriali, Centri dell’Impiego, ecc.) che si occupano del problema dell’accesso al mondo del lavoro e nel loro territorio sociale d’appartenenza.
I “diritti di cittadinanza” considerano in modo prioritario il diritto al lavoro, sancito dalla Costituzione della nostra Repubblica, ma, nonostante ciò, molti cittadini che utilizzano i programmi di cura dei Dipartimenti di Salute Mentale, dopo la fase del trattamento specialistico o dopo la dimissione dalle strutture ad alta intensità terapeutica, passano dallo stato di “pazienti” a quello d’esclusi dal mondo realmente produttivo, dalle relazioni sociali, culturali e affettive. Queste considerazioni sono confermate dalle prove scientifiche, derivate dai risultati delle ricerche: si calcola che, nei paesi europei più avanzati, circa il 75% delle persone affette da disturbi mentali gravi e persistenti, seguite continuativamente dai servizi psichiatrici pubblici, sia temporaneamente o permanentemente senza un’occupazione.
La presenza di un servizio che, essendo nato dall’integrazione di più servizi che si occupano di codesta problematica, modifica il panorama che emerge da questa ricerca. Conferma che dedicando delle risorse specifiche (formative, professionali e finanziarie) a questa problematica si possono ottenere dei risultati che permettono di restituire dignità e diritti a queste persone colpite dalla malattia mentale.
Non è più giustificabile la scarsa diffusione e lo scarso riconoscimento professionale e scientifico di questa modalità d’intervento riabilitativo, paradossalmente antinomici rispetto all’affinarsi di modelli efficaci d’inserimento o di reinserimento lavorativo di persone affette da disturbi mentali gravi e persistenti, validati negli ultimi anni dall’Evidence Based Psychiatry. Nonostante i risultati delle ricerche scientifiche abbiano universalmente dimostrato i benefici correlati all’impiego dello strumento “lavoro” nel campo della riabilitazione psicosociale, è altrettanto indiscutibile la limitazione delle opportunità lavorative, che sono rese disponibili, anche nel nostro paese, in favore delle persone affette da disturbi mentali. La strada che deve essere percorsa è ancora lunga e difficile ma, prendendo lo spunto dalle parole degli utenti, dobbiamo continuare a sollecitare un cambiamento perché la guarigione non è guarire tornando alla vecchia vita; è un abbracciare una nuova vita, nuove possibilità (Eric Olsen 2004).

 

Fig. 1

Costruzione progetto intorno alla persona

Colloquio soggetto ed équipe inviante
Valutazione diversa abilità del soggetto e le sue residue capacità lavorative
Sperimentazione pre Lavorativa
Inserimento nei Gruppo di sostegno al lavoro
Ricerca opportunità lavorativa
Attivazione borsa lavoro, tirocinio lavorativo finalizzato L. 68/99, etc.
Monitoraggio all’interno del soggetto ospitante
Sostegno al soggetto ospitante
Confronto e valutazione con il soggetto ospitante
Attivazione rapporto di lavoro (L. 68/99 e tutte le altre leggi utilizzabili)

Fig. 2

Strumenti

Leggi del lavoro e Legge 68/99
Protocolli d’intesa
Protocolli operativi
Tutoraggio e monitoraggio
Sperimentazione pre lavorativa
Gruppi d’auto aiuto
Consulenza per le parti coinvolte nell’attuazione del “Progetto Lavoro”
Informazione dei diritti e dei doveri del lavoratore
Attività di formazione sulle problematiche del lavoro nelle persone con disabilità

 

Fig. 3 Dipartimento Salute Mentale

 

S.Territoriali
N°Abitanti
N°Comuni
N°p.in carico
S.Lavoro
CD
SRR
CSM Nord
65.764
7
850
no
si
si
CSM Centro
100.402
1
2.677
no
si
si
CSM SUD
72.099
7
921
si
no
no

Tab. 1 Caratteristiche dei Centri di Salute Mentale del DSM della Zona 7 Ancona nel 2003

CSM
Medici
Psicologi
Ass.
Sociali
Educatori
Infermieri
Mediatore
lavoro
Nord
0
0
1
1
0
0
Centro
1
0
5
4
0
0
Sud
1
0
1
0
0
2

Tab. 2 Caratteristiche del pesonale che si dedica come parte della sua attività professionale all’inserimento lavorativo

Fig. 4 tipologia figure professionali coinvolte nell’inserimento lavorativo

 

Fig. 5 Progetti conclusi 2003

 

Fig. 6 Progetti conclusi 2004

 

Fig. 7 progetti Conclusi 2005