Nel 1947 uscì il primo dei due volumi del celebre “Rapporto Kinsey”, dedicato al comportamento sessuale maschile. In tale ricerca emergeva che il 5% (una su venti) fra le persone studiate aveva avuto esclusivamente rapporti omosessuali nel corso della sua vita dopo l'adolescenza, e un ulteriore 5%, pur avendo avuto rapporti con entrambi i sessi, ne aveva avuti in prevalenza col proprio sesso.
Ad oggi la stima di "uno su venti" continua ad essere considerata come la più attendibile da un punto di vista scientifico, tanto da essere adottata ufficialmente dall'OMS per valutare l'incidenza dell'omosessualità esclusiva all'interno della popolazione umana.
Ciò mette in luce quanto questo fenomeno sia diffuso e come ciò colluda con la difficoltà che, ancora oggi, ha la società di accogliere, senza discriminazioni, chi ha un orientamento diverso da quello etero-sessuale.
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